Napolitano "Non è mortificando la cultura che si sana il bilancio"
C’è bisogno di Bondi, non solo a Pompei
Tra meno di una settimana il ministro Bondi subirà in Parlamento l’ordalia di una mozione di sfiducia, originata dalla frana della schola armaturarum di Pompei e presentata dal carosello delle opposizioni disunite: i finiani di Futuro e libertà sembrano decisi a salvare il titolare dei Beni culturali da una bocciatura altrimenti quasi certa alla Camera. Molti antipatizzanti se ne dispiacciono già. Ma a chi gioverebbe, oggi, l’allontanamento di Bondi dal dicastero che presiede?
21 AGO 20

Tra meno di una settimana il ministro Bondi subirà in Parlamento l’ordalia di una mozione di sfiducia, originata dalla frana della schola armaturarum di Pompei e presentata dal carosello delle opposizioni disunite: i finiani di Futuro e libertà sembrano decisi a salvare il titolare dei Beni culturali da una bocciatura altrimenti quasi certa alla Camera. Molti antipatizzanti se ne dispiacciono già. Ma a chi gioverebbe, oggi, l’allontanamento di Bondi dal dicastero che presiede? Non a Pompei, dove c’è fretta di intervenire con mano energica per riscattare il funesto crollo. Meno che mai una vacanza di potere potrà essere congeniale ad altre emergenze per le quali il ministero dei Beni culturali sta dando prova di risolutezza incoraggiante, come dimostra anche la solidarietà fattiva indirizzata verso il mondo del teatro e del cinema in sciopero a causa dei tagli inflitti al settore dal Tesoro.
Accanto a Pompei, nella lista delle urgenze, c’è l’antica rocca di Sepino in Molise. Prima di diventare il municipio romano di Saepinum, la sannitica Saipins è stata la fortezza di un popolo nativo forte e fiero che l’ha edificata all’incrocio di strade e tratturi montani percorsi da pastori-guerrieri dediti alla transumanza e all’irradiazione di civiltà. Oltre all’abitato romano, di Sepino resta una formidabile cinta di mura megalitiche troneggianti in altura per 1.500 metri: più che sorrette dal colle su cui poggiano, sembrano custodirlo da millenni. Ma per quanto ancora? Una sciagurata sentenza del Consiglio di Stato ha appena autorizzato l’impianto di 30 pale eoliche sulla rocca sannita. Di positivo c’è che Bondi ha subito espresso “forte preoccupazione per l’installazione delle torri eoliche in prossimità del sito archeologico di Sepino” e ha annunciato la convocazione di un tavolo istituzionale presso i Beni culturali. Il ministro rivendica il proprio impegno per la tutela del paesaggio storico (“la salvezza del Pincio a Roma e dell’Agro romano”) e condivide l’allarme di chi teme che le sentenze dei tribunali e l’insipienza umana, spesso più distruttiva delle infiltrazioni d’acqua, “deturpino in modo irrimediabile un sito non meno importante di Pompei, anche se meno conosciuto”. Non avremmo saputo usare parole migliori, ora ci aspettiamo che Bondi onori l’impegno preso: salvi Sepino dallo scempio e otterrà meritati riconoscimenti. Non soltanto dai Sanniti.